Piergiorgio Odifreddi

L’Europa si presenta ufficialmente come un’unione mercantile e monetaria, ma è in realtà un cartello di stati che hanno fondato la propria fortuna economica su uno sfruttamento secolare del resto del mondo: soprattutto la Spagna, il Portogallo, il Regno Unito e la Francia, ma anche il Belgio, la Danimarca, la Germania e l’Olanda. Senza dimenticare, ovviamente l’Italia.

Nella seconda metà del Novecento il Terzo Mondo si è formalmente liberato dal colonialismo, ma l’Occidente continua a controllarlo politicamente e militarmente, e a sfruttarlo economicamente. E’ giunto il momento che nel Parlamento Europeo si levino le voci di coloro che ritengono debba finire quest’epoca storica, in cui “i problemi dell’Occidente sono problemi del mondo, ma i problemi del mondo non sono problemi dell’Occidente”. 

Serve un’Europa indipendente dagli Stati Uniti, rivolta non più a Ovest, ma a Est e a Sud: in particolare, alla Russia, alla Cina, all’India e all’Africa. Un’Europa non più colonialista, razzista e bellicista, ma internazionalista, umanitaria e pacifica. 

 

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