Maria Rita Lagostena

Nata a Genova il 22-05-1958; Laurea in Architettura presso L’Università degli Studi di Genova nel 1984, Libera professionista. Madre di tre figlie, dopo la nascita di Marta mi sono dedicata agli spetti legati alla vita sociale per bambini/ragazzi portatori di disabilità, soprattutto per quanto riguarda l’ambito scolastico e le sue iterazioni con il quotidiano.

Relatrice all’Incontro formativo  25 gennaio 2013 – ASL3 Genovese “Ri-Abilitazione partecipata – dalla parte della famiglia”; Convegno Giornata per le malattie Neuromuscolari – Ospedale G. Gaslini, Genova 9 marzo 2019, Intervento su: “Architettura Inclusiva a Genova – ARCHIN Genova”; nel 2022 ho pubblicato il libro “Sono nata così” – Ed. Pintore; nel 2024 relatrice dell’Associazione AIDIA Genova al Convegno Spazi Inclusivi  patrocinato dal Comune di Genova dal titolo “Design e percezione della disabilità”; 24-01-2024 pubblicato un articolo sul sito dell’azienda Ponte Giulio “ Spazi inclusivi, una lente in grado di ampliare la percezione della disabilità”

Ho deciso di partecipare al progetto di Pace Terra Dignità, in quanto condividendone i contenuti ritengo di poter dare un contributo nell’ operare “oltre la norma” ( rif.: Legge 13 e del DM 236/89) , sia in ambito privato che in quello pubblico, garantendo la fruibilità e quindi l’accessibilità e quindi l’inclusione del prodotto progettato ma usufruendo delle innovazioni tecnologiche e prestazionali che il mercato offre in questo ambito.

Il termine inclusione  deriva  dal latino inclusio, : l’atto, il fatto di includere, cioè di inserire, …in un tutto…  ,  pertanto quando  usiamo questa parola all’interno di un processo progettuale  dobbiamo essere oltremodo rispettosi ed eticamente corretti nell’affrontare il compito assegnato ed avere la conoscenza non solo delle esigenze della committenza ma anche di tutto ciò che offre il mercato ed anche di ciò che può essere adattato. La scelta di un prodotto innovativo per modello, materiale e colore in molti casi  si trasforma nella chiave di volta per vivere più serenamente una condizione difficile, per strappare un sorriso in una giornata dove la fatica fa da padrona. Per fare questo bisogna di nuovo cambiare prospettiva e traguardare l’obiettivo di un “costo democratico”  utilizzo questo termine perché è facilmente comprensibile  e ci coinvolge eticamente.

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