Fabio Alberti

Sono attualmente membro dell’esecutivo nazionale della Rete Italiana Pace e Disarmo e di Un Ponte Per, posizione che ricopro dopo una vita dedicata all’attivismo per la pace e per i diritti.  

Negli anni ’70 e ’80 ho militato nei partiti della sinistra radicale. Sono stato consigliere comunale a Bologna e membro della segreteria nazionale di Democrazia Proletaria con incarico per l’ambiente e il territorio. In quegli anni ho partecipato prima alle lotte per il diritto alla casa, per l’equo canone e contro le case sfitte e dando vita all’Unione Inquilini di Bologna. Poi, trasferitomi a Roma, ho militato nel movimento ambientalista, contro le fabbriche inquinanti e il nucleare. In quegli anni organizzammo il primo convegno nazionale contro il ponte di Messina ed ebbi la ventura di coordinare la raccolta di firme per i referendum vittoriosi che hanno messo fuori legge il nucleare in Italia. 

Nel 1991, dalla mobilitazione contro la partecipazione italiana alla guerra del Golfo e seguendo un invito di padre Balducci a “risarcire il popolo iracheno” per i bombardamenti degli aerei italiani, ho fondato l’associazione pacifista Un ponte per Baghdad – che poi sarebbe diventata Un Ponte Per – della quale sono stato presidente fino al 2009 e del cui Comitato Nazionale faccio tuttora parte. Con Raniero La Valle, che ha fatto parte del comitato dei garanti di Un Ponte Per, organizzammo nel ’99 la delegazione di pace per portare solidarietà alla popolazione di Belgrado sotto i bombardamenti della Nato.  Dal primo invio di mediciali attraverso l’Unicef nel ’91 ad oggi Un Ponte Per ha allargato la sua attività di solidarietà con le vittime delle guerre all’insieme del medio oriente ed oggi anche in Ucraina.

Ho studiato Relazioni Internazionali con particolare attenzione alla storia della colonizzazione, ho lavorato come impiegato nella pubblica amministrazione ed ora sono in pensione, ho 67 anni, sono sposato ed ho un figlio e una figlia.

Parteciperò alla lista Pace Terra Dignità per dare il mio contributo ad allargare, anche dall’Italia, il gruppo di deputati europei, consistente, ma ancora minoratario, che si oppongono alla deriva bellicista e riarmista dell’Unione Europea.

L’Europa ha di fronte a sè nei prossimi anni una scelta storica con conseguenze drammatiche sulla vita di milioni di persone. 

Deve cioè decidere se continuare sulla strada, che ormai sembrano aver imboccato gli Stati Uniti, che porta allo scontro con il resto del mondo per difendere una sua supremazia o seguire la vocazione di potenza di pace che è stata dell’Europa e che sembra smarrita.

Se sul pianeta ci sarà la nei prossimi decenni una collaborazione tra tutti i paesi per risolvere insieme le drammatiche sfide della povertà e del cambiamento climatico o la competizione che porta alla guerra dipende in grande parte da cosa farà l’Europa. E quindi anche da cosa farà ognuno di noi.

 

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